Phun!


Quello che è partito come lavoro universitario (credo di master in informatica) di uno studente svedese e che ha continuato ad essere sviluppato è ora diventato un programma professionale, concesso in licenza ed ha anche cambiato nome: Algodoo. La licenza costa 29€.

Phun, antenato di questo programma, è ancora gratuito e scaricabile gratuitamente, e permette una quantità di operazioni che non sembra aver bisogno di estensione per utenti occasionali, anche interessati alle simulazioni fisiche di un certo livello. Tali simulazioni con un software come Phun sono semplici e divertenti da realizzare.

Non mi addentro in una spiegazione del programma, che ha raggiunto un notevole grado di complessità. Mostro solo quello che ho fatto nel mio piccolo, senza conoscenza approfondita del programma, e in cinque minuti. Si tratta di una rapida e poco precisa costruzione di un pistone “tradizionale” e della parte centrale della macchina di Stirling, ossia di quella specie di… doppio pistone.

Un rapido esempio

Un rapido esempio

Una volta avviata la simulazione il pistone si mette a funzionare in modo quasi impeccabile.

Il programma include molti interessanti esempi, nonché parecchi “phunlet”, ossia complessi direttamente utilizzabili come un muro di mattoni e un fantoccio. Alcuni di questi sono presenti nel filmato che si trova su youtube o sulla homepage di Phun.

Installare Phun su Linux

Indipendentemente dalla distribuzione, scaricare il file relativo alla propria architettura dalla pagina di download. Con un terminale spostarsi in /opt. Digitare il seguente comando: sudo tar xvzf /(percorso del file). Per lanciare Phun, dare il comando /opt/Phun/phun.bin. Ovviamente si può (come ho fatto io) creare in quattro click un file .desktop da mettere nel menu delle applicazioni (ma questo dipende dalla distribuzione,, o meglio dal desktop environment).

Naturalmente questo tipo di installazione è quello che preferisco io, che voglio un sistema ordinato. Si può benissimo scaricare il file, scompattarlo nella propria home e avviare il programma entrando nella cartella e aprendo l’eseguibile phun.bin.

Bisogna solo prestare attenzione al fatto che la cartella di Phun dovrebbe appartenere all’utente con cui lo si usa, o almeno occorre lasciargli il permesso di scrittura. In questo modo i file salvati andranno senza problemi nella cartella loro dedicata, sottocartella della directory di installazione.

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