Bisogno urgente di RAM?

Non parlo di costosa memoria RAM fisica, ma di spazio da usare come memoria volatile, anche se volatile non è. Chiarisco: si tratta di swap, ossia di una parte – di dimensione arbitraria – di hard-disk che viene usata come estensione della memoria di lavoro a disposizione del computer. In genere tutti coloro che si affacciano sul mondo linux e che quindi hanno a che fare almeno con un’installazione – fosse anche la semplicissima procedura di Ubuntu – hanno acquisito il concetto di swap come partizione supplementare che non contiene dati stabili, ma che viene trattata dal sistema operativo come memoria ad accesso casuale. Ma lo swap non è solo questo. Altri sistemi operativi hanno previsto l’esistenza di swap senza una partizione dedicata, ma all’interno di un unico file. E GNU-Linux permette anche questo tipo di swap, che si rivela particolarmente utile in situazioni nelle quali un unico compito richiede molta più memoria di quella a cui il sistema sia abituato. Se ci stiamo imbarcando in un’impresa computazionale che richiede una quantità inusuale di memoria RAM e non abbiamo previsto per questo tipo di operazioni una partizione a parte, impiegheremo circa 30 secondi (o poco più a dipendenza della dimensione necessitata e della velocità di scrittura dell’hard-disk) e pochissimi semplici comandi per procurarcela. Read more of this post

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Qualche esperimento tra Sabayon e Gentoo

È da un po’ che ho voglia di provare a costruire un sistema Sabayon Core – Gentoo, nel senso di partire da una Sabayon Core “pulita pulita” e trattarla come se fosse una Gentoo “già iniziata”, ossia installare Sabayon Core, aggiornare i pacchetti già installati tramite entropy e da lì in avanti usare soltanto portage per compilare tutto il resto del sistema.

Il primo esperimento in questo senso lo sto conducendo in questi giorni, molto rozzo, su una macchina virtuale (con VirtualBox). Per il momento non va male. Ho installato Sabayon Core, aggiornato il sistema con equo, poi aggiornato l’albero di portage (layman compreso) e dato un “emerge -uD world”; questo ha causato l’emersione di 101 pacchetti, l’ultimo dei quali, l’upgrade di gcc dalla versione 4.4.1 alla 4.4.2, ha restituito un errore. Suppongo si tratti di una problema temporaneo, causato dai grandi cambiamenti che gli altri 100 pacchetti hanno apportato al sistema. Appena avrò un minuto riavvierò la macchina, darò una controllatina alla configurazione e riproverò.

Spero che questi miei esperimenti possano diventare interessanti quando avrò il sistema pronto ad accogliere un’installazione di KDE. Si capirà la bontà di Sabayon, soprattutto della versione Core, come sostituzione della laboriosa installazione di Gentoo.

Sabayon 5.1 Core

Lo aspettavo da tempo. Durante l’attesa mi ero "divertito" a farmi la mia Sabayon Core, senza risultati degni di nota, prendendo una Sabayon KDE e togliendo tutto (è divertente vedere quanti pacchetti di una Sabayon KDE dipendano dalle librerie Qt!) ciò che era interfaccia grafica e desktop environment.

Ora finalmente è uscita, e appena avrò tempo la proverò, e forse ne scriverò anche alcuni risultati. Per il momento abbiamo lo scarno annuncio ufficiale e il Press Release con pochi dati tecnici.

Scrivere in greco con Ubuntu (Openoffice compreso)

Ecco come si fa

Ecco come si fa - non è più un'Odissea!

Scrivere in greco politonico sul proprio computer oggi è diventato particolarmente facile. Presento di seguito una guida per installare il supporto al greco su Ubuntu Jaunty; il supporto per Karmic, che ho già testato, è ancora in fase di consolidamento. Spero di riuscire a tenermi aggiornato, in modo da segnalarlo qui quando sarà stabile. Per scrivere in greco useremo scim, il sistema di input avanzato per X, e kmfl, ossia Keyboard Mapping for Linux, un porting delle tecnologie di Tavultesoft per Linux, che si compone di una libreria che interpreta le tastiere di Tavultesoft, un compiler per queste tastiere e un motore (engine) per scim. Useremo inoltre una di queste tastiere, Greek Koine, che mi è sembrata davvero ottima e comoda, e un tipo di carattere, Alkaios, che vedete nell’immagine qui sopra, che mi sembra molto leggibile ed elegante.

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Transmission come client torrent CLI e webinterface

Update: vedi il più recente articolo Transmission con le Qt per ulteriori approfondimenti

Ma che bel titolo astruso! Iniziamo a spegarlo.

CLI significa Command Line Interface, che significa Interfaccia a linea di comando. Un programma ha una CLI significa che può essere avviato e usato dal terminale. Qualche esempio? La bash, la shell con cui tutti i bravi linuxiani fanno subito amicizia. Oppure gdb, il debugger con cui molti programmatori debuggano i loro programmi. Oppure tramsmission. Già, perché a volte non server un’interfaccia grafica, specialmente se non c’è neanche uno schermo, come spesso accade nei server. Si accede con ssh, si fanno lavori da remoto e lo si lascia lavorare, magari nascosto in uno sgabuzzino. E per fare lavori come scaricare torrent, in cui un computer deve lavorare a lungo, un server è perfetto: non sovraccarica un computer desktop, in modo che questo possa anche essere spento o riavviato e tiene i files sempre a disposizione. Bene, se abbiamo un computer fisso, magari anzianotto, che è attaccato alla nostra LAN, da oggi sapremo come utilizzarlo per scaricare i nostri torrent senza occupare il nostro computer nuovo e splendente.

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Finalmente DRI

Il tanto sospirato "Yes"

Il tanto sospirato "Yes"

Ho sudato ben più di sette camicie per attivare il direct rendering alla mia gentoo-box. Finalmente, oggi, verso l’una e mezza di notte, ce l’ho fatta! Sono molto entusiasta di questo agognato traguardo. Non sono un fanatico delle schede grafiche, non ho esigenze particolari per il tridimensionale (per ora); sono solo un utente che adora il compositing sul desktop non per gli effettini frivoli (anche se una certo fascino su di me lo esercitano e in passato ho avuto desktop inusabili, ma taaaanto animati con compiz), ma per questioni di usabilità. Il fatto di avere le finestre che si distinguono meglio grazie alle ombre, la finestra madre che si oscura quando compare una finestrella di dialogo che la blocca, e soprattutto le utilità come il “presenta le finestre”.

Presenta le finestre - Io lo trovo *fondamentale*

Presenta le finestre - Io lo trovo *fondamentale*

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Ultilex: l’unico LiveCD che mi serve

La schermata di avvio di Ultilex

La schermata di avvio di Ultilex

Compro raramente riviste su Linux perché abito in Svizzera, dove le riviste estere costano orribilimente, quando ci sono (e quelle locali non sono molto meno care). Così, non appena mi trovo in Europa, che sia Italia, Francia o Spagna, compro qualche rivista. Recentemente ho comprato quella che credo sia la rivista su Linux (anzi, GNU/Linux) più popolare nello stivale: GNU/Linux Magazine, numero di Luglio 2009. Tra le distro che, come sempre, sono incluse nel DVD allegato, ci sono Sabayon 4.1 e Ultilex 3.0.0. A dire la verità Ultilex non era inclusa nella versione che avevo comprato io, ma l’ho subito scaricata e provata. Di Sabayon parlerò un’altra volta.

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